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Letteraria

A CANTARE FU IL CANE di Andrea Vitali

MARTEDI' 13 GIUGNO 2017 ore 18:00

Andrea VITALI

Presenta il suo ultimo libro

A CANTARE FU IL CANE
(Garzanti 2017)

dialogano con l'Autore
Nanni DELBECCHI
Valerio LO GIACCO

e con la partecipazione di
Aldo NICOLINI alias ZIO POTTER

BIBLIOTECA CHIESA ROSSA
Via San Domenico Savio n. 3 Milano
Aperitivo di chiusura

L’Autore

Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l'anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L'ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago, ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 con La figlia del podestà, il premio Ernest Hemingway nel 2008 con La modista. Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia e nel 2015 il premio De Sica. Con Massimo Picozzi ha scritto anche La ruga del cretinoA cantare fu il cane è il suo ultimo romanzo.

 

La storia

La quiete della notte tra il 16 e il 17 luglio 1937 viene turbata a Bellano da un grido di donna. Trattasi di Emerita Diachini in Panicarli, che urla: "Al ladro! Al ladro!" perché ha visto un'ombra sospetta muoversi tra i muri via Manzoni. E in effetti un balordo viene poi rocambolescamente acciuffato dalla guardia notturna Romeo Giudici. È Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per qualche piccolo reato finito in niente, soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri? Ma al maresciallo Maccadò servono prove, mica bastano le voci di contrada e la fama scalcinata del presunto reo. Ergo, scattano le indagini. Che vedono protagonista il cane di Emerita, un bastardino ringhioso che si attacca ai polpacci di qualunque estraneo...

In questo nuovo romanzo, l'autore ci parla di misteri e "tresche" di paese che si susseguono in una notte movimentata tra ladri, fughe e amori... Una  storia che si snoda tra gli affanni dei carabinieri e le voci che si diffondono incontrollate e senza posa, come quella della principessa eritrea Omosupe, illusionista ed escapologa, principale attrazione del circo Astra per le sue performance, ma soprattutto per il suo ombelico scandalosamente messo in mostra. E per la quale, così si dice, ha perso la testa un giovanotto scomparso da casa…

Il Responsabile della Sezione Letteraria
Valerio Lo Giacco

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