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Letteraria

QUATTRO PASSEGGIATE di Nanni DELBECCHI

Accesso diretto e facilitato per chi chi fosse interessato a partecipare
https://us02web.zoom.us/j/85444658043?pwd=YlBlTkM1Q3MyQlFtUmZmYVdHTkVGQT09

Nel corso della serata tra i partecipanti all'incontro saranno estratti a sorte alcuni libri che andranno in dono ai fortunati vincitori

 

Nota riferita al libro

NANNI DELBECCHI, lucchese di nascita e milanese di adozione, è diventato giornalista con Indro Montanelli prima a «il Giornale», poi a «la Voce», e oggi scrive per «il Fatto Quotidiano». Ha pubblicato diversi racconti di viaggio e reportage narrativi, tra cui Il signor Ikea (Marsilio) e Guida al giro del mondo (Bompiani).

«Il mio viaggiare / È stato / tutto un restare qua / dove non fui mai»: i versi di Biglietto lasciato prima di non andare via di Giorgio Caproni potrebbero ben essere l’epigrafe a questo libro vagabondo, malinconico e divertito che sfugge a ogni genere, si propone di interrogare il genio dei luoghi, le sue corrispondenze segrete, il suo potere sugli uomini, «perché il tempo si cura con lo spazio». Un piccolo esperimento di geografia umana, la meno esatta delle scienze, ma anche la più magica: dialogare con i luoghi dove ci è successo di vivere, chiedersi perché li amiamo, e magari, lungo la strada, trovare la risposta.

Lucca, Milano, Roma, Venezia: quattro città, quattro età, quattro racconti per quattro stagioni del cuore, quattro itinerari di cammino per riscoprire i luoghi della propria vita. Un passo dopo l’altro.

«Non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento». L’avvertimento di Friedrich Nietzsche suona più che mai attuale dopo una pandemia che ci ha costretti in casa per troppo tempo, mentre non vediamo l’ora di rimetterci in cammino e riscoprire l’Italia delle “cento città”. Nanni Delbecchi ne racconta quattro: le Mura di Lucca, Milano segreta ispiratrice del gioco del Monopoli, il fascino funebre di Roma, Venezia capitale delle coincidenze. Quattro ritratti di poesia urbana narrati in modo rapsodico, con una scrittura quantistica, che passeggia a sua volta tra presente e passato, mescolando storia, letture, ricordi, fantasie, sogni («i sogni sono le passeggiate dell’inconscio in libera uscita»). In questo invito a scoprire ciò che ci circonda a passo d’uomo si nasconde anche un’educata ribellione al “Grande Ovunque interconnesso” del nostro tempo. La tecnologia ci ha condannati a sapere sempre dove si è, e dove si va. Ma per fortuna ci sono le passeggiate, e ogni passeggiata è una fuga da ogni prigione di certezze.
«Le passeggiate fanno quello che vogliono, arrivano e spariscono con il giro dei venti, come Mary Poppins con il suo ombrellino».

 

Il Responsabile della Sezione Letteraria
Valerio Lo Giacco

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